Le Cialde alla ricotta

Abruzzo e Sicilia, una fusione interregionale e un dolce venuto fuori per caso!

cialde

Partiamo da due assunti:

  • Quando una cosa l’abbiamo sempre davanti agli occhi non la vediamo più, ci avete fatto caso?
  • Le cose migliori nascono per caso!

 

Il caso è che ho comprato una ricotta buonissima, di un caseificio di Tramonti (Salerno) al banco del mercato della Coldiretti…comprata, messa in frigo e dimenticata lì per due giorni…quando l’ho rivista 😀 era ancora buonissima e più asciutta. L’ho condita con dello zucchero, a me piace molto dolce, sono andata a sentimento, non so quanto ne ho messo… poi ho aggiunto anche tante gocce di cioccolato.
E ora che me ne faccio? Una cassata? Non ho voglia di fare Pan di Spagna, mi siddia, come dicono in Sicilia. Mangiarla così com’è… un poco si, ma è troppa… uffà!
Poi ‘vedo’ una cosa che ho sempre davanti agli occhi e non ‘vedo’ da tempo… la piastra per le cialde abruzzesi! Quando me la regalarono, anni e anni fa, feci cialde per una settimana, tutti i giorni… dolci salate, perfette, bruciate… poi, sazia del nuovo giocattolo, l’ho riposto nel ‘dimenticatoio’.

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Ricette per le cialde o ferratelle ce ne sono a centinaia… gli ingredienti sono sempre gli stessi ,uova zucchero, farina burro… rimane sempre affascinante il fatto che variando le proporzioni e le tecniche di impasto possano uscire fuori innumerevoli risultati. Io qui ho usato 1 uovo, 120g di farina, 50g di zucchero, 40 g di burro fuso e 50g di latte, mescolato tutto insieme, senza un criterio. Ne viene fuori un impasto un po’ duro, ma cremoso, da prendere a cucchiaiate, nella quantità di una pallina da ping pong, forse un po’ meno, da mettere al centro della piastra unta e ben riscaldata sul fornello; si chiude la piastra e… si prega!

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Pare che la tradizione sia di recitare mezza avemaria mentre la cialda cuoce da una parte, poi si gira la piastra e si recita l’altra parte della preghiera. Regolatevi voi, questo dipende da tante cose, da quanto è calda la piastra, da quanto pregate velocemente, da quanto impasto mettete… io non mi sono trovata con i tempi, ci vuole più di un’avemaria… trovate il vostro metodo o la vostra preghiera.

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Le cialde abruzzesi farcite con la ricotta della cassata sono buonissime! E sono anche di bell’aspetto secondo me… la doratura della cialda, il bianco soffice della ricotta, le puntine nere del cioccolato… qualche ciliegina candita per fare festa… insomma provatele!

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